Il Turismo
I primi del 900 videro Anzio teatro di una grande sfida per renderla una elegante stazione turistica. Si costruirono alberghi come il "Grand Hotel", "Il Vittoria","L'Hotel delle Palme" ed altri ancora. Ci fu chi tentò l'avventura di costruirvi un "Casinò" realizzando un'imponente e splendida struttura stile "Liberty". Si costituirono le società "Tirrena" e "Dea Fortuna" per lo sfruttamento delle spiagge |
La guerra ed il dopo guerra distrussero tutto, ed in più arrembanti imprenditori, senza cimentarsi in sfide di nessun genere, colarono cemento ovunque praticando la più rapida e remunerativa attività di costruire e vendere case, che nascosero il mare, ostruirono le strade e distrussero imponenti polmoni di verde. Oggi però al punto in cui siamo, pensare ad una sfida per il recupero del territorio, diventa una scelta obbligata da iniziare sia ostacolando la continua depredazione della città, che demolendo ciò che ne ostruisce la viabilità, la vista del mare e la sua fruibilità. |
Dovremmo pensare a rilanciare il turismo ripensando al passato ed a quando Anzio era luogo di svago e divertimento che permetteva alla gente di evadere dal senso caotico delle città, elaborando un progetto capace di integrare tutto il suo territorio ad iniziare da Lido dei Pini, Lido di Lavinio, Lido di Cincinnato sino al confine con la vicina Nettuno, pensando alla riorganizzazione delle spiagge o alla realizzazione di approdi lungo le coste. Il mare, l'archeologia, la ristorazione e la pesca possono essere la base di un grande progetto di economia che potrebbe integrarsi in una regione produttiva che rifiuti la marginalizzazione a città dormitorio. |
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