I fini dell'associazione

 

Nel porto dell'Anzio Moderna costruito da Papa Innocenzo XII, hanno sempre coesistito le attività del commercio e della pesca così come ce le descrive "Angelo Costaguti" nel suo "portolano" scritto alla fine del settecento, in cui ci parla di un luogo dove ormeggiano feluche e grandi bastimenti da carico insieme alle galere del Papa, e dove dietro le fabbriche del porto fra le quali l'Arsenale, "cantiere navale grande da fabbricarci una polacca", esistevano un osteria, l'ospedale, le abitazioni dei condannati, una dogana e le capanne dei pescatori.

E' qui' che Anzio moderna si è edificata improntando la sua economia, ed è nel porto e nella piazza che si è realizzato il prodigio di ciò che è intorno e di ciò che dentro, di ciò che confina, definisce e caratterizza lo spazio. Così come la piazza senza le strutture edilizie circostanti sarebbe uno spazio vuoto composto di pietrisco e terra, il porto non è solo acqua e fondale, ma banchine ed accessi, cantieri e strutture; è l'integrazione tra ciò che è intorno e ciò che è dentro a caratterizzare l'identità di una città ed il rapporto con i suoi abitanti.

Un nuovo porto fatto solo di cubature commerciali e posti barca, emarginerebbe e renderebbe meno fruibile tutto il resto, vincolando per sempre alla stagionalità e facendoci perdere oltre l'identità anche future possibilità.

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