Il porto Innocenziano: la storia
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Come racconta la storia, il Cardinale Pignatelli, gia' ottuagenario, promise ai notabili del luogo che si erano prodigati nell'ospitarlo, di ricostruire il porto di Anzio se fosse stato eletto al soglio pontificio, cosa da lui medesimo ritenuta poco probabile. In mille anni di medio evo il porto era andato incontro a devastazioni, saccheggi, scorribande di pirati, totale assenza di manutenzione, eventi che avevano trasformato quella antica culla di civiltà in un luogo desolato ed insicuro. Eletto pontefice con sua personale sorpresa, Innocenzo XII incaricò un illustre ingegnere, il Fontana, di procedere alla ricostruzione del porto e mantenere la promessa data. Il Fontana, esperto conoscitore delle leggi dell'idraulica, propose di ripristinare il porto neroniano, diminuendo l'estensione dello specchio d'acqua verso sud, lasciandone comunque inalterato l'impianto e la struttura di base. Il progetto prevedeva il recupero dei due bracci di ponente e di levante ed un antimurale davanti all'apertura. |
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Tutto come il vecchio porto imperiale, seppure in scala leggermente ridotta. Il preventivo dell'opera fù di 60 mila scudi, cifra che destò la preoccupazione del pontefice che vedeva molto costoso il tener fede ad una promessa che non pensava dover mantenere. |
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Per tale ragione consultò un altro architetto, lo Zignaghi, invero molto meno esperto del Fontana ma abile nel tener relazioni sociali e millantar crediti. Questi dopo un frettoloso sopraluogo, propose di costruire un braccio ex novo perpendicolare al braccio di levante del vecchio porto preventivando la modica spesa di 20 mila scudi, configurando comunque un ampio bacino. Ovviamente venne scelto questo progetto, economico ed innovatore. Come sappiamo le cose andarono ben diversamente da quanto previsto. Il nuovo braccio non proteggeva dai venti e dalle mareggiate del II e III quadrante che lo devastarono in corso d'opera ed il costo della realizzazione superò di gran lunga la somma preventivata. Le cronache raccontano che l'incompetente ed inadempiente architetto fuggì vestito da frate cercando rifugio a Napoli. Ma il danno era ormai fatto. La curia difese l'investimento frutto di scelte poco oculate ed alla fine il porto Innocenziano venne realizzato tra mille difficoltà. |
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Soggetto a continui insabbiamenti, come era prevedibile, già durante la sua realizzazione, il bacino del nuovo porto veniva costantemente dragato e la sabbia ed il fango scaricati all'interno del vecchio porto neroniano che si interrò dalla metà del braccio di levante sino alla base del braccio di ponente. L'insabbiamento della costa sulla sinistra del braccio di levante completò l'opera, costituendo comunque la base sulla quale sarebbe stata edificata la città. Quale singolare destino!!! Il centro di Anzio verrà costruito sulla sabbia dragata dal nuovo bacino portuale. Chissà, forse anche per questo la nostra città si identifica con il porto. |
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